In Patent Box

Nelle ultime settimane, l’emergenza sanitaria in corso ha reso necessaria l’adozione da parte del Governo di varie disposizioni volte a limitare il più possibile la diffusione del contagio.

Come molte imprese hanno sospeso le attività produttive e/o si sono attrezzate per rimanere attive solo in modalità di lavoro agile, così anche l’amministrazione finanziaria ha dovuto sospendere molte attività o modificarne le modalità di svolgimento.

Che effetto ha tutto questo sulle procedure di Patent Box?


Integrazioni in scadenza

Il problema si pone, in particolare, per quelle imprese che hanno inviato una istanza di Patent Box nel 2019 e che, per non farla decadere, devono inviare la documentazione integrativa prevista dalla normativa entro 120 giorni dall’invio dell’istanza stessa.

Un obbligo che può creare molte difficoltà, soprattutto per quelle imprese che hanno dovuto sospendere le attività e che molto difficilmente riuscirebbero a reperire e ad elaborare tutte le informazioni necessarie entro la scadenza.


La sospensione

Tuttavia, la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 27 marzo 2020 specifica che, in base a quanto previsto dal decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (articolo 67, comma 1, ultimo periodo), dall’8 marzo al 31 maggio del 2020, sono sospesi i termini previsti dalle disposizioni che disciplinano gli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale, le rettifiche in diminuzione del reddito in applicazione della disciplina sui prezzi di trasferimento, nonché le procedure di accordo preventivo per l’agevolazione Patent Box.

Questa sospensione comporta che, se alla data dell’8 marzo i 120 giorni per l’invio delle integrazioni sono ancora pendenti (ed è il caso della maggior parte delle aziende, dato che le istanze vengono solitamente inviate a dicembre), la loro decorrenza viene sospesa fino al 31 maggio. In altre parole, il conteggio dei giorni a partire dall’invio dell’istanza si ferma al 7 marzo (compreso) e riprende a decorrere a partire dal 1 giugno.

Ciò significa, indicativamente, che le imprese che hanno inviato l’istanza a dicembre 2019 avranno tempo fino a luglio 2020 (non più aprile) per predisporre ed inviare le integrazioni.


Il ruling a distanza

Nel frattempo, al di là della sospensione delle eventuali scadenze temporali, è comunque possibile proseguire le attività connesse alle procedure di accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate, che non richiedono necessariamente incontri fisici.

La circolare, infatti, specifica le procedure da adottare per gestire un contraddittorio a distanza: possono tenersi delle sessioni per mezzo telefonico o per videoconferenza, previa identificazione del contribuente o del suo rappresentante mediante invio all’Agenzia della copia del documento di identità (e dell’eventuale procura) via PEC o e-mail, e dando indicazione i recapiti telefonici o dello strumento di videoconferenza da utilizzare. I verbali di contraddittorio e gli eventuali accordi preventivi possono essere firmati e controfirmati utilizzando la firma digitale, oppure trasmettendone la scannerizzazione via PEC o e-mail.

 

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